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Se sei un over 25, chiarisco subito: no, Tik Tok non è l’inizio di una barzelletta. E se sei un under 25, probabilmente questa battuta non ti ha fatto ridere.

 

Tik Tok è un social media nato “dalle ceneri” (perché fa sempre un certo effetto dire così) di Musically, un’app che permetteva di creare video cantando o recitando in playback. A sua volta, Musically era l’erede di Dubsmash, molto in voga tra il 2013 e il 2014. Ok, direi che con questo albero genealogico possiamo fermarci alla terza generazione.

Cos’è Tik Tok?

 

Tik Tok è un social media i cui contenuti sono solo ed esclusivamente video. Le clip acquisite dalle fotocamera possono essere girate in playback (utilizzando un brano o una registrazione della library dell’app) o con audio originali. I video durano circa 15 secondi e possono essere condivisi pubblicamente o soltanto con i propri follower. 

In effetti, su Tik Tok è possibile interagire attraverso feedback pubblici (commenti, “like”) o privati (messaggi); e tuttavia il focus dell’app non è il dialogo peer-to-peer, ma l’intrattenimento.

Su Tik Tok BISOGNA divertire e divertirsi, mimando tormentoni o mettendo in scena remake coinvolgenti. Soglia di attenzione? Sempre i fatidici 15 secondi.

Sebbene alcune caratteristiche dei video di Tik Tok possano far pensare a delle Stories, questo social è in realtà molto diverso da Instagram. Tra l’altro, per quanto riguarda la possibilità di inserire musica direttamente dall’app, è utile ricordare che quest’opzione è stata inserita solo recentemente da Instagram.

Proprio inseguendo il successo di questo social.

Chi usa Tik Tok? 

 

Diamo un po’ (d)i numeri. A febbraio, Tik Tok aveva superato il miliardo (!) di installazioni su dispositivi mobili. Il 41% degli utenti da tra i 16 e i 24 anni (è la famosa Generazione Z). La provenienza del pubblico? Praticamente TUTTO IL MONDO. Detta così non suona come una novità: anche Facebook è diffuso ovunque. O no?

Non esattamente. In Cina, ad esempio, non è presente; Tik Tok invece sì. E 829 milioni di utenti provenienti da un’economia emergente…beh, capirete che fanno gola (commercialmente parlando). La butto lì.

 

 

Che tipo di contenuto “funziona” su Tik Tok?

 

Di base, le challenges – ovvero la sfide. Quelle “catene” che in principio (era il verbo?) venivano veicolate dagli hashtag, in particolare su Twitter. Le sfide vengono lanciate da un utente  singolo (o più solitamente da un gruppo di utenti) e contrassegnate con un hashtag.

In queste clip vengono eseguite delle azioni particolari e viene chiesto agli utenti di “accettare la sfida” replicandole e personalizzandole. Detta così non sembra un granché, ma in realtà sono molto efficaci.

Un secondo formato che va molto su Tik Tok riguarda il playback eseguito “in coppia”: sono dei veri e propri Duetti che permettono agli utenti di interagire pubblicamente. Spesso questo formato si colloca all’interno di una challenge.

Possono essere sfide o duetti anche i video cringe, che riprendono performance dolorose o “da brivido”. Non splatter, eh – ma decisamente poco piacevoli. 

Ovviamente – al di là di questi format – ogni utente può creare i propri contenuti in piena autonomia e modificarli con effetti e/o animazioni. 

 

 

Perché sarebbe utile “farsi un giro”?

 

Perché è su Tik Tok che nascono e si diffondono le tendenze e i riferimenti culturali (ebbene sì) della Generazione Z, ovvero di quel pubblico di giovanissimi consumatori. Che comprano. E compreranno ancora. E ancora. E ancora.

“Un’altra piattaforma per farsi pubblicità e per vendere?”. Sì, caro responsabile commerciale che ti stai facendo questa domanda.

Ma attenzione: qui le inserzioni non funzionano. Valgono di più le challenges e gli influencer – ma soprattutto le challenges. E può darsi benissimo il caso – come avviene per gli altri social media – che il tuo prodotto o il tuo business non siano adatti a Tik Tok. Viceversa, potrebbe essere il canale di svolta per raggiungere gli obiettivi che ti sei dato.   

 

Per qualsiasi domanda, non esitare a contattarmi.