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Dati alla mano, 5 motivi per cui un brand dovrebbe abbandonare i social. E 5 motivi per cui non dovrebbe farlo.

 

Mi ero ripromesso di affrontare questo argomento quasi un mese fa, ma non sapevo come farlo. Avevo preparato un articolo, in realtà, in cui approfondivo le vicende di Unicredit e Lush (sì, proprio quello che doveva abbandonare Facebook, e che invece se ne sta ancora lì), senza tuttavia arrivare al nocciolo della questione (ovvero: serve ancora essere presenti sui social? E perché?). 

No, tranquilli, non è intervenuta alcuna crisi mistica nel frattempo. Solo degli interrogativi (alquanto ragionevoli, a mio modesto avviso) che per chi opera nel web marketing spesso sono difficili da immaginare, perché in qualche modo radicali – e in questo senso, spaesanti. 

 

“Famolo in st’altro modo, allora”, ho pensato. Quindi rieccoci, cari lettori ideali. Stralciate l’altro articolo e diamoci da fare.

Sta per arrivare settembre, un mese in cui (stando alla mia personale esperienza) le aziende ri-cominciano a tagliare – o ad investire. Una pesante spada di Damocle che pende sulla testa di molti pubblicitari e, ormai, di altrettanti social media manager. Grandi imprese, PMI, liberi professionisti, associazioni, freelance: ve lo state già chiedendo? 

 

Vale ancora la pena essere presenti sui social media? 

 

“Ogni anno la stessa storia”, direbbe qualcuno. Ma io no. Quindi, vediamo insieme i pro e i contro di una gestione PROFESSIONALE dei vostri canali di comunicazione online (esatto, non mi interessa capire come stanno lavorando i vostri cuggggini o i vostri fratello-di-un-amico-del-mio-dipendente). 

La parola all’accusa.

 

CONTRO

 

  1. Serve una persona che dedichi del tempo a questa attività. Non basta pubblicare qualche foto (magari sfocata): bisogna rispondere alle domande degli utenti, gestire le campagne di advertising, realizzare le grafiche, montare i video, controllare il traffico al sito…bellissimo (come direbbe Pamela Prati).
  2. Per avere dei risultati serve materiale. No foto sfocate, parte 2 (sono le mie piccole fissazioni, scusate), ma contenuti aggiornati. Il che significa smazzarsi un po’ a passare queste informazioni (non basta dire al social di turno “su dai, fammi pubblicità”).
  3. C’è bisogno di budget (non c’è quasi più nulla di gratis). E ho detto tutto (cit. Peppino De Filippo).
  4. Non è una tecnologia innovativa – quindi c’è competizione. Bisogna essere sempre pronti a fare una contromossa, se la concorrenza si fa avanti.
  5. Se qualcuno vi odia, ve lo dice. Quando chiedete alle persone di dire la propria opinione, lo faranno. E di fronte ai feedback negativi bisogna saper mantenere calma e sangue freddo. 

Wow, un quadretto decisamente poco incoraggiante. Messa così, la situazione potrebbe essere riassunta da un disperato “stai buttando i soldi! Scappa…scappaaa!”. 

Chissà cosa sosterrà la difesa…

 

PRO

 

  1. Le persone comprano online – e scoprono prodotti attraverso i social. Il 67% delle persone effettua degli acquisti dopo aver visto una pubblicità sui social media (www.themanifest.com, Agosto 2019), e in generale 9 italiani su 10 acquistano online (Adnkronos, 9 giugno 2019). Ogni commento è superfluo.
  2. Si possono raggiungere persone fisicamente irraggiungibili. Vi è capitato di pianificare un viaggio a Milano e di vedere la pubblicità di alcuni ristoranti del capoluogo lombardo su Facebook? Ecco, di base è questo.
  3. Ci sono tutti i dati di cui si ha bisogno. Quante persone vedono i contenuti, quante interagiscono, quante visitano il sito. Da dove vengono, quali sono i loro interessi, quanti anni hanno, cosa li convince di più. E tanto altro.
  4. C’è competizione – quella sana. Ciò significa che ci si scontra sul terreno delle buone idee e delle strategie vincenti. E i consumatori possono dare una mano in modi inediti rispetto a quanto succedeva offline.
  5. Si possono raggiungere clienti affezionati mantenendo vivo il ricordo. Si chiama customer care – ma in alcuni casi retargeting. Ed è il sale dei social gestiti bene.

 

Direi che ci siamo.

Per qualsiasi domanda, non esitare a contattarmi.