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Se non puoi sconfiggerlo…beh, farselo amico non serve a molto. Ma sfruttare i suoi punti deboli può essere un’ottima idea.

 

Moltissimi vendono su quella piattaforma (dai, lo so che hai capito a cose mi sto riferendo) e molti altri presto cominceranno a vendere. Molti (moltissimi) avranno successo, e io glielo auguro di cuore, e sono sincero. 

Ma sarà così per tutti?

 

 

Non son tutte rose e fiori.

 

 

Purtroppo no. Come in ogni mercato, ci sarà anche chi non riuscirà a vendere. 

Perché?

 

  • perché si troverà a competere con chi venderà lo stesso prodotto ad un prezzo leggermente più basso (e verrà perciò favorito). 
  • perché gli utenti sono generalmente più inclini a lasciare recensioni negative piuttosto che feedback positivi. 
  • perché i fornitori inizieranno a vendere sulla tua stessa piattaforma, avendo così la priorità sui rivenditori.  
  • perché la gestione delle spedizioni è uno dei nodi cruciali per mantenere delle buone performance: se aumentano le vendite, BISOGNA riuscire a gestire le consegne, senza ritardi o disguidi.

 

Su questa piattaforma, la competizione avviene su due piani: quello del prezzo e quello delle recensioni (ovvero dei feedback da parte dei consumatori). Chi non riesce a vincere su almeno uno dei questi due piani,è fuori. Non c’è un secondo classificato, né tanto meno un premio di consolazione.

 

Quindi? Game over? 

 

M’ama, non m’ama(zon) 

 

Per vendere i propri prodotti o servizi sul web, Amazon è certamente una delle piattaforme più sicure (per i pagamenti), più veloci (per il completamento del processo d’acquisto) e più apprezzate (in quanto “dalla parte” del consumatore). Ma ha delle debolezze da non sottovalutare.

 

Per implementare delle strategie di vendita usando altri canali (social media, email, sito web) è necessario tenere presente che, per competere, è necessario differenziarsi, posizionarsi diversamente rispetto alle grandi piattaforme – senza scontrarsi con loro (sarebbe una sconfitta annunciata).

 

In altre parole, è possibile costruire delle strategie di vendita proprio a partire da alcune delle debolezze di Amazon (sia dal lato venditore che dal lato consumatore), implementando delle tattiche che assecondino alcuni bisogni legati al comportamento d’acquisto che non trovano spazio sulle grandi piattaforme. 

 

È ad esempio possibile:

 

  1. Creare campagne pubblicitarie focalizzate su un target preciso (ovvero, proponendo immagini e video coinvolgenti per catturare l’attenzione del consumatore e spingerlo all’acquisto). 
  2. Interagire direttamente con chi pone domande, chiede consigli o si aspetta ulteriori spiegazioni. 
  3. Utilizzare gli strumenti messi a disposizione da Google e dai social media per tracciare il percorso e il comportamento dell’utente nel proprio sito web. 
  4. Sfruttare i contatti ottenuti durante i processi di acquisto per popolare una propria mailing list a cui inoltrare newsletter periodiche con offerte o cataloghi.

 

Tutte queste tattiche rispondono infatti delle opportunità che sulle grandi piattaforme il venditore non controlla direttamente.

Allo stesso tempo, si tratta di iniziative che sfruttano delle caselle “scoperte” e tuttavia molto efficaci per suscitare l’interesse del consumatore finale.

 

Intraprendere un percorso alternativo alla “grande distribuzione online” significa di fatto dare maggior peso all’autonomia della propria azienda rispetto ad un ennesimo “fornitore”. 

Avendo pieno accesso a tutti i dati di vendita e alle informazioni riguardanti il consumer behavior, è inoltre possibile creare strutture basate sull’omnicanalità (ovvero sulla reciproca integrazione dei canali online e offline), tendenzialmente meno rischiose rispetto a degli sforzi economici rivolti ad un unico canale.

 

Tutto ciò rende questo percorso un’opzione decisamente più sostenibile per le piccole e medie imprese, nonché per gli artigiani che hanno ancora un forte legame con il territorio – e che dal territorio possono perciò rilanciare la propria attività. 

 

Per qualsiasi domanda, non esitare a contattarmi.